Diritti dei malati e ristorazione

January 25, 2019

Il 12 gennaio è morta una ragazza per shock anafilattico, causato da allergia al lattosio. 

 


Avendo un parente con diverse intolleranze ed allergie alimentari, ogni giorno maggiormente esposto al rischio, seguo certi argomenti con maggior dedizione.
Per questo pubblico volentieri la lettera al Imola - Il Resto del Carlino dell’amico Dino Bufi, perché sensibilizzare gli organi preposti è necessario e doveroso.
Voglio aggiungere alcune mie riflessioni in merito all’argomento, legate all’esperienza familiare e professionale.
Per la giovane morta la settimana scorsa si è aperta un’indagine per omicidio colposo; un atto dovuto disposto dalla Procura, perché esistono un #DecretoLegislativo ed un #RegolamentoEuropeo in materia, in cui assieme alle pene pecuniarie si cita “se il fatto non costituisce reato”; non voglio dilungarmi in merito, per cui linko una pagina di confesercenti con tutta la normativa inerente
https://www.fipe.it/…/etichettatura-degli-alimenti-allergen…
e la pagina specifica del regolamento europeo
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/…
Quello che mi preme evidenziare è la maggior difficoltà in cui si trovano le persone con #allergie o #intolleranze non riconosciute dal regolamento Europeo,
come, a solo titolo esemplificativo, quelle all’acido salicilico, quelle al fruttosio e quelle al nichel. Provate a fare una ricerca degli alimenti che contengono anche solo uno di questi componenti ed immaginate come può essere difficile la vita di chi soffre di questi problemi, poi moltiplicatela per il numero degli allergeni possibili.
Per i #fruttosemici potete leggere nella lettera di Dino, sottostante; per nichel ed acido salicilico, vi posso dire che chi soffre di entrambe, ha un’alimentazione praticamente nulla in ambito dei vegetali: solo 2 frutti e 2 verdure non contengono l’uno o l’altro (o entrambi) gli allergeni.
Quali sono le conseguenze della #fruttosemia lo potete leggere; le allergie al nichel o all’acido salicilico, invece sono del tutto assimilabili a quelle delle allergie riconosciute, compreso soprattutto il rischio shock anafilattico. A livello farmaceutico, per fare un esempio, l’allergia all’acido salicilico comporta l’impossibilità di assumere aspirina, tachipirina, antipiretici ed antidolorifici in generale.
A livello professionale mi sono occupata dell’applicazione del regolamento europeo nella #ristorazione e devo purtroppo evidenziare una scarsa predisposizione da parte degli esercenti in merito.
L’episodio del 12 gennaio, spero possa servire a sensibilizzare sull’argomento. L’indagine per omicidio colposo, avallabile dall’assenza di un menu con gli allergeni indicati (la ragazza aveva chiesto espressamente se era presente il lattosio, uno degli allergeni riconosciuti), come previsto (la sola indicazione verbale non è più sufficiente), dovrebbe aprire gli occhi su un argomento preso troppo alla leggera.
Gli esercenti del ramo devono capire che indicare gli #allergeni non significa svelare le proprie #ricettesegrete: scrivere presenza di cereali contenenti glutine (o semplicemente glutine), di crostacei, uova, pesce, arachidi, noci (o di frutta a guscio), di soia, latte e lattosio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti, di lupini o molluschi, non causerà danno al vostro esercizio, anzi (lo dico perché riferitomi da uno dei pochi esercizi che mi hanno permesso di modificare il loro menù inserendovi le icone degli allergeni in ogni piatto), verrà giudicato dagli avvento come un plus qualitativo, un’attenzione al cliente.
Certo, rifare i #menu ha un costo, ma è un costo ammortizzabile nelle #spesepubblicitarie; una vita troncata che peso può avere, oltre a quello morale, sulla vostra attività?
A questo punto, dovendo rifare i menu, perché limitarsi ad indicare i soli allergeni riconosciuti e non espandere l’indicazione, quanto meno iconografica, di tutti i possibili allergeni? Rifare i menu per gli adempimenti implica una stesura, con il proprio responsabile #HACCP, di tutte le ricette, affinché vi indichi quali allergeni evidenziare in ognuna. Impiegare una settimana per portare a termine questo processo per i soli obblighi, con un impegno del vostro responsabile di una giornata lavorativa o chiedergli un impegno di qualche ora in più, così come al vostro addetto alla #graficadeimenù, quanto potrà incidere sul vostro lavoro, rispetto al rischio che potreste correre a non farlo?
Un’ultima spinta ad occuparvi di questo rischio: la #fatturazioneelettronica dovrebbe ridurre il lavoro di controllo degli organi preposti; quante possibilità ci sono che tali addetti vengano dirottati ad altri controlli, soprattutto sotto una spinta emotiva di episodi mortali?
Se non volete farlo per la nostra #salute, iniziate a valutare il vostro #rischio, grazie!

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